Diario dei primi due giorni di riprese del film Dear Audience
di Enrico Baraldi
Bologna, 24 novembre 2023 - Abbiamo appuntamento alle ore 10 in via Santo Stefano, direttamente nella casa dove vivono Yulia e Natalia. La troupe è molto semplice, oltre a me c’è Fiodor che è il nostro direttore della fotografia, Claudia che si occupa della macchina da presa e il nostro fonico Matteo. Siamo già stati lì un paio di giorni prima per presentarci e per spiegare anche alle altre ospiti che avremmo trascorso un po’ di tempo nei vari ambienti della casa.
La mattina i corridoi sono già attraversati dal profumo di cibo che alcune signore stanno cucinando per il pranzo. Yulia e Natalia ci accolgono in pigiama, ma questa era stata proprio una nostra richiesta: vogliamo stare con loro per due giorni, seguire la loro vita dal mattino quando si svegliano fino a sera, per cercare di entrare nei dettagli della loro vita. La vita di due giovanissime ragazze che prima di lasciare l’Ucraina facevano le attrici di teatro, che avevano studiato per anni e finalmente avevano iniziato il lavoro grazie a due teatri che le avevano accolte nella loro equipe. La vita che poi è improvvisamente stata sorpresa da una guerra e che le ha portate a salire su un autobus dirette verso l’Italia, un paese scelto quasi a caso, solo perché avevano qualche amico qui. E che infine le ha portate a incontrarci, attraverso prima il teatro, e ora questo documentario.
E infatti iniziamo subito le riprese, non appena finiamo di montare una telecamera sul soffitto delle loro stanze. Infatti la casa di via Santo Stefano è molto particolare, nei grandi ambienti dell’enorme appartamento settecentesco, sotto a un soffitto affrescato, sono state predisposte diverse piccole stanze, come dei box dove ogni ospite ha il suo spazio: un letto, un armadio e una scrivania. I box sono confinanti l’uno all’altro, e Yulia e Natalia hanno le stanze vicine. Possono comunicare semplicemente bussando alla parete di legno che separa i loro letti. Le seguiamo nella loro vita quotidiana, sia in casa sia fuori. Nel pomeriggio la casa si popola anche di alcuni bambini che sono tornati da scuola. I corridoi diventano rumorosi, ma questo ci piace, ci permette di raccontare davvero la vita in quella casa.
Yulia e Natalia stanno attraversando un momento particolare, stanno cercando di prendere decisioni sul loro futuro. Le abbiamo riprese mentre cercano informazioni su possibili lavori da fare. Ma c’è molta indecisione in loro, non solo la timidezza della telecamera. C’è spesso una domanda sottesa, taciuta, una domanda che è difficile porre ad alta voce: “e se decidessi di tornare a Kyiv? Quando potrò tornare a casa?”
Di giorno, tra un pranzo e una lavatrice, emergono discorsi su quello che sta succedendo a casa (per quel poco che possiamo capire, perché tra di loro ovviamente parlano la loro lingua, anche se io ormai qualche parola comincio ad afferrarla). Guardano i loro vestiti, stanno facendo il “cambio armadio” perché a Bologna sta arrivando il freddo, mentre a Kyiv è già arrivato da un pezzo e la città e tutta bianca e piena di neve.
La sera invece le seguiamo mentre escono, hanno un appuntamento con alcuni ragazzi e ragazze che hanno conosciuto qua in Italia, studenti universitari che vivono a Bologna. Passato il ponte di via Stalingrado, li incontriamo al Locomotiv Club dove c’è anche un concerto.
La mattina del giorno dopo ci presentiamo sempre di buon ora. Ci apre Yulia, ma poi torna a letto. Cominciamo a preparare la nostra attrezzatura , ma percepiamo che nei corridoi c’è un clima diverso oggi. Questa notte infatti, verso le 3.00 ora locale (quindi le 2.00 in Italia) c’è stato un bombardamento a Kyiv. Nessun morto ma almeno 60 i feriti. Non succedeva da molto tempo. In corridoio c’è una ragazza che piange. Cerchiamo di essere molto discreti, non sai mai cosa fare in queste situazioni. Difronte al dolore, con una telecamera in mano ti senti sempre di troppo.
Decidiamo di prendercela con comodo, non è un problema anche se salteranno un paio di riprese che avevamo immaginato.
Indossiamo un sorriso, cerchiamo di essere una presenza amica.
Dopo un caffè riusciamo a cominciare. Ma ovviamente un evento de genere te lo porti dietro per tutta la giornata.
Le prossime riprese saranno a gennaio, e da qua ad allora possiamo immaginare che molte cose cambieranno, cambiano sempre nella vita di due ragazze come Yulia e Natalia, anche se il tempo passa e a loro sembra di non cambiare mai, di essere sempre ferme, in attesa. Anche a questo servirà il nostro lavoro insieme, a creare una sorta di intima memoria del presente, che possa in qualche modo essere condivisa e diventare collettiva.
